In front of the therapy

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Droghe virtuali

Tutto iniziò cosi.

Anzi.
Iniziò con l’invenzione dei battiti binaurali: gli allucinogeni musicali virtuali.
Il costo della dose oscilla tra 3 e 16 euro,non comporta nessuna assuefazione e si scarica facilmente da internet.
Il sistema è semplice:consiste nell’applicare frequenze diverse alle due orecchie.
Per esempio 500 Hz all’orecchio sinistro e 510 Hz al destro: la differenza di soli 10 Hz favorisce un’alterazione della percezione e viene definita “battito neuronale”.
I primi esperimenti sono stati condotti negli anni ’70 dal dottor Gerald Oster della clinica newyorkese Mount Sinai.
La nascita dei battiti binaurali nasce dalla consapevolezza,che tutti per altro abbiamo,che uno stimolo di 10 Hz è subsonico: noi esseri umani non siamo capaci di percepirlo. questo viene risolto appunto applicando due stimoli di intensità diversa (di soli 10 Hz) ai due orecchi,in modo tale che si ricrei quella Brainwave synchronization che si conosce ormai da circa 40 anni.
Negli ultimi anni però,nonostante la scientificità dell’ipotesi della sincronizzazione delle onde cerebrali sia stata acclarata (la Stanford University ha realizzato, nel 2006 e 2007 due simposi in cui sono stati presentati i risultati delle più recenti ricerche sperimentali e le prospettive cliniche della sincronizzazione delle onde cerebrali attraverso suoni, ma anche luci e onde elettromagnetiche),viene messo in dubbio la capacità della tecnica dei battiti binaurali, così come è proposta, di produrre questa sincronizzazione.

Cosa penso in proposito?
Punto primo.
Dire che “non si tratta di sostanze chimiche” di per sè è sbagliato: ogni stimolo fisico produce modificazioni biochimiche nel cervello, per cui l’equivalenza con una droga chimica è teoricamente possibile, ma resta da dimostrare entità e rilevanza del presunto effetto.
Punto Secondo.
Inoltre non c’è da dimenticare l’effetto suggestione: se si vende l’ascolto di questi stimoli sonori come droghe è probabile che creino fenomeni di autosuggestione, con la conseguenza di produrre effetti psicotropi anche se lo stimolo sonoro in sé si rivelasse neutro.
Punto Terzo.
Non credo che sia del tutto una baggianata questa questione: credo però che ci siano fattori che possono portare a una sua validazione ma anche fattori che non debbano essere considerati cosi influenti.

Sarebbe stato opportuno evitare però di suscitare tanto scalpore in assenza di pericoli certi e concreti per la salute pubblica.
Visto che comunque ci sono state speculazioni importanti,inerenti il fatto di voler curare con i battiti binaurali le emicranie e le cefalee.

Conoscere bene e in modo approfondito certe questioni che interessano la salute pubblica,e soprattutto coinvolgenti i nostri processi cognitivi,è basilare per promettere alle persone che un giorno,forse non troppo lontano,potranno essere curate.

Comunque se volete drogarvi un po,questo è l’indirizzo: Idoser

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CERVELLI DI OGNI TIPO

Noi abbiamo questo.
Chi più chi meno.

Poi ci son uomini. E gli uomini,dice, pensano solo a una cosa.

Io ne aggiungerei un’altra.

Almeno,questo vale per il mio di uomo!!

Poi ci son periodi della vita,momenti,istanti, in cui può capitare a tutti di sentirselo cosi.
Capita a tutti: è normale.

Poi quando questi momenti diventano giorni,settimane,mesi e tutta la vita: nascono gli idioti!

Poi ci son quelli,donne e uomini indistintamente,che sono un po duri di comprendonio.
Ne è pieno il mondo.

E quelli per cui il cervello va in pappa un po troppo spesso.

E poi c’è chi,come me,non ha una “sega” (si fa per dire) da fare e si mette a cercare immagini più disparate della zucca umana e non è contento fino a quando non trova questo:

O questo:

Eh si!!
Il culto della zucca: tanto da farne sculture e metterle in bella mostra,rispettivamente, al Department of Anthropology della Kent State University e a Norwich grazie all’ospitalità di due artisti contemporanei Anne e Patrick Poirier.

Due geni!!!

Per le immagini grazie a Psicocaffè.

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DELL’ ISTERIA

Presente il bambino dei Griffin in quella puntata in cui con un coltello in mano si avvicina alla camera dove dorme la mamma,e con fare minaccioso tenta invano di ucciderla?
Ecco. Quel bambino è un isterico.
O meglio cosi l’avrebbe definito il padre della Psicologia: il Sig. Freud.
In realtà convivo ormai da mesi con il desiderio, inconscio o conscio?, di strangolare i miei avi.
Senza per questo ritenermi un isterica!
E tra l’altro,giusto qualche giorno fa,ho scoperto che il termine isteria deriva dal greco “Isteron” che significa Utero.
Grazie mille Signori Greci che ci avete voluto cosi bene,tanto da affibbiarci questo bel appellativo!!
Le donne hanno l’utero,le donne son le più isteriche.
Chiaro.
Semplice.
Lineare.
E soprattutto veritiero.
Mica scemi i greci.
Avevano già capito,questi illustri signori, che essere donne,avere un cervello da donne è una grande rottuta di coglioni!
E paranoie,e ansie,e mille problemi,e mille domande. Ecchepalle!!
Ma si sa: esser donne è un affare irrinunciabile. Per le donne stesse e per gli uomini soprattutto!!
Perchè l’isteria al femminile non si completerebbe se non fosse contornata da quella maniacale fissazione per la precisione,meticolosa organizzazione e quel fiuto per le cazzate maschili che è trasmesso geneticamente dagli anni di Eva!
E allora i cervelli in rosa si adattano alle paturnie delle loro proprietarie e si nevrotizzano!
E chi li biasima,poveri loro!
Corri in qua e in la. Ti affanni per ogni piccola o grande cosa. Fumi nervosamente.
Qualsiasi cosa ti fa scattare. Detta o pensata. Ogni imprevisto è vissuto come la terza guerra mondiale.
Mangi a dismisura. Ma non fai mai sesso,considerandola una piccola ripicca per il tuo uomo che non riesce mai a capire una sega del tuo stato d’animo.
Lavori come un ciuco. E ti lamenti di continuo.
L’amara vita dell’essere una donna isterica.
Quella che a telefono con un amica ti fa dire: “E io che posso farci? Mica posso fare tutto io no?”
Senso di responsabilità portato a mille.
Il tuo IO,per pura compensazione, è alle stelle. Tocca livelli storici.
E ti fa considerare il resto del mondo un inutile merda.
A partire da quell’ameba che hai accanto tutti i giorni da giorni.
E ti chiedi: “Ma io questo..dove cazzo l’ho trovato??”
E pensi che il suo cervello,tra voi due, è giusto un accessorio. Inutile per altro.
E tutte le responsabilità nella vostra vita di coppia, chi se le prende?
Ma chiaramente solo e soltanto tu,povera donna isterica.
Ci vuole pazienza con le donne. Soprattutto se isteriche.
E soprattutto quando Dio decide di punire gli uomini,donando le mestruazioni alle loro donne..
..per altro già isteriche!!

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ZOOFILIA

Oggi mi è capitato di leggere questo.
Non intervengo per criticare chi decide di praticarlo.
Assolutamente no.
Ma ci sono diversi aspetti che secondo me andrebbero valutati,prima di esprimere un giudizio sulla moralità dell’atto stesso.
Il primo concerne il motivo per cui lo si fa.
Desiderio di dominare? Desiderio di non rifiuto?
Il secondo concerne quali animali si scelgono.
Ne consegue che se scelgo un cane o un cavallo,la questione è diversa.
Il terzo concerne il fatto se questa pratica sia usata in aiuto all’automasturbazione o se sia usata come “gingillo” di coppia.
Perchè le conseguenze son diverse. E credo anche le motivazioni.

Quello che più mi incuriosisce è sapere quale tipo di rapporto hanno persone che svolgono queste pratiche con gli animali quando sono “fuori” da quel contesto sessuale che li eccita tanto!

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MA DOVE ABITA LA SORDITA? IN CHI NON SENTE O NON VUOL SENTIRE?

Una persona é considerata sorda nel momento in cui il suo sistema uditivo non le permette di capire e dare un significato al linguaggio orale. La denominazione “sordomuto” é impropria e va eliminata dal linguaggio corrente.

Il sordo ha il diritto di decidere della propria vita e di costruire liberamente la propria identità.
Il sordo ha il diritto di trasmette alle generazioni sucessive la sua esperienza e la sua conoscenza della sordità.

La lingua naturale dei sordi é la lingua dei segni.
Il canale visivo–gestuale permette loro un acccesso diretto e naturale, uguale a quello che sperimenta l’udente con la lingua orale.
Il sordo ha il diritto di utilizzare la lingua dei segni in tutti i settori della sua vita.
La lingua dei segni deve essere incoraggiata e favorita sin dalla prima infanzia per garantire al bambino sordo uno sviluppo cognitivo e affettivo armonioso, che lo conduca a una chiara e sana identità.
Mezzi tecnici devono essere messi a disposizione per l’acquisizione della lingua orale per il raggiungimento di una buona competenza orale.
La lingua scritta deve essere incorraggiata.
Mi permetto di far notare che il bilinguismo,auspicabile dalla Charta dei diritti delle persone sorde, è fortemente bandito a favore di una forzatura della persona sorda nel mondo udente e nei suoi mezzi comunicativi.

Il sordo ha il diritto a una formazione uguale a quella dell’udente.
Il sordo ha il diritto di scegliere liberamente la sua formazione professionale secondo le sue competenze. Devono essere garantiti il libero accesso alla formazione, alla formazione continua, al perfezionamento e alla riqualificazione professionale.
Il bambino sordo ha il diritto a una scolarità bilingue (lingua dei segni e lingua orale) che gli assicuri l’accesso alla conoscenza, all’informazione, all’integrazione professionale e sociale.
Peccato che persone qualificate per l’assistenza alla comunicazione per le persone sorde sono piuttosto rare nelle strutture scolastiche del nostro paese. Ne deriva che la sua formazione non può essere pari a quella di un udente: testimone di ciò il bassissimo numero di frequentanti sordi alle Università italiane. Mancando i sostegni comunicativi,un sordo profondo privo di apparecchio o di impianto cocleare non può usufruire dei servizi e dei diritti universitari che spettano a un udente.

Il sordo ha il diritto a un accesso completo all’informazione e alle prestazioni messe a disposizione del pubblico da parte delle autorità e degli organismi privati. Nei luoghi pubblici l’informazione orale deve essere diffusa con supporto visuale.
Devono essere proposti aiuti tecnici che rispondano ai bisogni delle persone sorde.
Le informazioni in lingua dei segni e la sottotitolazione devono essere garantite dai media visuali (per es. televisione, video, DVD, etc.)
Dobbiamo fare un’analisi dei mezzi di comunicazione visivi gestuali presenti in Italia?

Il sordo ha il diritto di rappresentarsi da sé in tutte le situazioni che lo concernono direttamente.
L’aiuto e l’accompagnamento devono condurlo all’autodeterminazione e all’indipendenza.
Le competenze specifiche del sordo devono essere riconosciute.
Fin quando ci sarà un accompagnamento coatto e non ci sarà l’uso di mezzi propri di comunicazione e comprensione della lingua parlata e scritta non può esserci,a mio parere,indipendenza.

Le organizzazioni dei sordi hanno il diritto a partecipare in modo adeguato a tutte le decisioni che concernono la loro comunità.
Tutti gli organismi pubblici e privati che si occupano di sordità devono fare appello alle competenze specifiche delle persone sorde e delle loro organizzazioni.
Mi trovo d’accordo.

Il sordo ha il diritto alla propria cultura.
Il rapporto visivo che i sordi stabiliscono con il mondo sviluppa una cultura specifica.
Essa é aperta e crea un’identità solidale. Questa cultura deve essere valorizzata e incorragiata.
Tale cultura deve essere incoraggiata. Attraverso quali mezzi? Quelli che sono sfruttati in maniera sbagliata?

La solidarietà fra tutti i sordi deve essere incoraggiata indipendentemente dal livello di sordità e dal genere di comunicazione. Ciò costituisce la base di ogni sviluppo umano, politico e sociale in seno alla comunità dei sordi e nella società in generale.
Concordo. I sordi sono persone solidali. Ma solo tra di loro. Con gli udenti sono diffidenti.
Beh,chi li biasima?
Son stati ghettizzati per anni!

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LEGGE 180/78

” La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere”

Con questa frase Franco Basaglia impose nel 1978 la chiusura dei manicomi e con essa anche tutti i trattamenti farmacologici invasivi li utilizzati,quali l’elettroshock.
Con l’istituzione del sistema sanitario nazionale si ribadì l’importanza e la necessità di rapporti umani e di solidarietà per i malati psichiatrici,riconoscendo i loro diritti di cura negli ambulatori territoriali.

I malati psichiatrici sono stati da sempre considerati ai margini della società,come lo dimostra l’esistenza dei manicomi. Ma anche attualmente nonostante i manicomi non esistano più,i malati psichiatrici sono ritenute persone socialmente pericolose,persone da gestire e controllare “perchè non si sa cosa può girare loro in testa”. E non importa se sei schizofrenico,psicotico,borderline. Tutto sullo stesso piano. Tutto sullo stesso livello.
E ci si dimentica che uno schizofrenico,uno psicotico o un borderline sono state persone “normali” in precedenza. Potremmo diventare schizofrenici domani nonostante oggi ci consideriamo normali.
La stigmatizzazione di queste malattie ha precluso una diretta conoscenza delle difese,dei meccanismi,delle nevrosi di queste persone che vivevano questa follia.
Scrivere di queste cose non ha un particolare senso. Ma io credo che ogni persona debba essere tutelata nella sua follia personale.
Ognuno di noi è folle,anche se crede di essere normale.
Ma niente è normale.

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