30/06/2008

LEGGE 180/78

” La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere”

Con questa frase Franco Basaglia impose nel 1978 la chiusura dei manicomi e con essa anche tutti i trattamenti farmacologici invasivi li utilizzati,quali l’elettroshock.
Con l’istituzione del sistema sanitario nazionale si ribadì l’importanza e la necessità di rapporti umani e di solidarietà per i malati psichiatrici,riconoscendo i loro diritti di cura negli ambulatori territoriali.

I malati psichiatrici sono stati da sempre considerati ai margini della società,come lo dimostra l’esistenza dei manicomi. Ma anche attualmente nonostante i manicomi non esistano più,i malati psichiatrici sono ritenute persone socialmente pericolose,persone da gestire e controllare “perchè non si sa cosa può girare loro in testa”. E non importa se sei schizofrenico,psicotico,borderline. Tutto sullo stesso piano. Tutto sullo stesso livello.
E ci si dimentica che uno schizofrenico,uno psicotico o un borderline sono state persone “normali” in precedenza. Potremmo diventare schizofrenici domani nonostante oggi ci consideriamo normali.
La stigmatizzazione di queste malattie ha precluso una diretta conoscenza delle difese,dei meccanismi,delle nevrosi di queste persone che vivevano questa follia.
Scrivere di queste cose non ha un particolare senso. Ma io credo che ogni persona debba essere tutelata nella sua follia personale.
Ognuno di noi è folle,anche se crede di essere normale.
Ma niente è normale.

30/06/2008

OMBRE

La prima volta che ha conosciuto Haruki Murakami era adolescente. Quando ancora fumava sigarette, ascoltava i REM e i Pink Floyd. E Chopin suonato al piano era il suo migliore amico.
Haruki Murakami nasce a Kobe nel 1949. Gestisce un jazz bar e scrive libri. Si laurea con una tesi sul cinema americano.
Haruki Murakami scrive libri che ti fanno correre da dove sei per tornare veloce a casa. Dovunque tu conservi un suo libro,i personaggi sono le tue mille personalità interiori. E ascoltare le loro storie è come prestare attenzione ai tuoi mille mostri dentro. Una volta tanto.
Scrive libri per farti piangere.
I suoi libri sono lacrime amare.
Rappresenta un Giappone inaudito.
Uno dei suoi libri meno importanti ha fatto riflettere chiunque.
Le mille emozioni che uno scrittore come lui suscita sono effimere.
I suoi libri sono ombre giapponesi: non esistono.
Tutto ciò che provi si chiude con l’ultima pagina. Per non esistere più.
Un nuovo libro. Nuove emozioni,che sono sempre nuove perchè sempre diverse.
Solo ombre giapponesi.