30/06/2008...9:35 pm

LEGGE 180/78

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” La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d’essere”

Con questa frase Franco Basaglia impose nel 1978 la chiusura dei manicomi e con essa anche tutti i trattamenti farmacologici invasivi li utilizzati,quali l’elettroshock.
Con l’istituzione del sistema sanitario nazionale si ribadì l’importanza e la necessità di rapporti umani e di solidarietà per i malati psichiatrici,riconoscendo i loro diritti di cura negli ambulatori territoriali.

I malati psichiatrici sono stati da sempre considerati ai margini della società,come lo dimostra l’esistenza dei manicomi. Ma anche attualmente nonostante i manicomi non esistano più,i malati psichiatrici sono ritenute persone socialmente pericolose,persone da gestire e controllare “perchè non si sa cosa può girare loro in testa”. E non importa se sei schizofrenico,psicotico,borderline. Tutto sullo stesso piano. Tutto sullo stesso livello.
E ci si dimentica che uno schizofrenico,uno psicotico o un borderline sono state persone “normali” in precedenza. Potremmo diventare schizofrenici domani nonostante oggi ci consideriamo normali.
La stigmatizzazione di queste malattie ha precluso una diretta conoscenza delle difese,dei meccanismi,delle nevrosi di queste persone che vivevano questa follia.
Scrivere di queste cose non ha un particolare senso. Ma io credo che ogni persona debba essere tutelata nella sua follia personale.
Ognuno di noi è folle,anche se crede di essere normale.
Ma niente è normale.

1 Commento

  • Ieri mi è capitato di leggere un intervista a una famiglia che con la legge Basaglia,si è trovata ad assistere un parente schizofrenico. Per 10 anni,fino a quando il paziente non è morto d’infarto,la sua famiglia si è presa cura di lui. In seguito sono iniziati gli abusi,le percosse e i comportamenti anomali da parte del paziente verso tutto il nucleo familiare,soprattutto verso la nipote adolescente.
    Questa è una sorte che è toccata a molti dei “pazienti”,che io in realtà definirei prigionieri,dei manicomi.
    Questa è l’altra faccia della legge Basaglia.
    Se da un lato ha messo in atto un processo di umanizzazione della malattia mentale e psichica,dall’altra ha offerto poco sostegno in primis al malato (senza provvedere a un assistenza continua al di fuori della struttura manicomiale) e in secundis alla famiglia nel quale eventualmente il malato veniva affidato.
    Nonostante,a mio modesto parere e come già detto nel post,la legge Basaglia abbia fatto un grande passo avanti nel riconoscimento delle malattie mentali e psichiche,siamo ancora ben lontani dal considerare una persona con diagnosi clinica di tipo fisico alla pari di una con diagnosi clinica di tipo mentale.
    La famosa dicotomia tra mente e corpo che infiamma la psicologia da quando ha preso vita!


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